Nel primo workshop abbiamo lavorato su un concetto fondamentale: l'AI non deve essere usata solo come automatismo per produrre post.
Chiedere contenuti ogni volta da zero, senza una base chiara.
Darle una direzione: linee guida, tono, pubblico, temi, obiettivi e criteri.
Il compito assegnato era proprio questo: iniziare a costruire le linee guida del proprio brand o della propria azienda.
Le registrazioni complete dei nostri workshop
Non hai potuto partecipare in diretta? Nessun problema! Puoi rivedere le registrazioni complete dei nostri workshop e approfondire l'uso strategico dell'AI nella comunicazione PMI.
Un metodo che ti aiuti a:
Sono la base stabile. Dicono chi sei, a chi parli, come vuoi comunicare e cosa vuoi evitare.
L' AI parte da una direzione già impostata.
Prima di creare contenuti, devi verificare se i pilastri sono solidi.
L' AI ti aiuta a correggere: controlla se i pilastri sono coerenti, distinti tra loro, sostenibili per 12 mesi e capaci di generare contenuti diversi.
Da ogni pilastro nascono idee diverse per il mese.
L' AI ti aiuta a generare contenuti utili, informativi, reali, relazionali e solo in parte promozionali.
Le idee vengono messe in una sequenza concreta. L'AI ti aiuta a ordinare i contenuti, evitando di mettere vicini contenuti troppo simili.
Lo stesso contenuto non si copia ovunque. L'AI ti aiuta a trasformare il contenuto per LinkedIn, Instagram e Facebook, cambiando linguaggio, formato e taglio.
L'AI accelera il lavoro, ma non sostituisce il criterio. La guida umana decide se il piano è giusto, coerente e sostenibile.
Dentro le linee guida ci sono informazioni fondamentali:
quali temi vuoi presidiare
Le linee guida sono fondamentali, ma non bastano. Dicono chi sei, come vuoi comunicare e quale direzione vuoi tenere.
Lunedì pubblico questo, mercoledì pubblico quello, venerdì pubblico quell'altro.
Organizza il senso della comunicazione: temi, messaggi, pilastri, funzioni, coerenza nel tempo.
Il piano editoriale serve a decidere:
Aiuta a pubblicare.
Aiuta a costruire riconoscibilità.
La comunicazione funziona quando, nel tempo, il pubblico inizia ad associare al tuo brand alcune idee precise. Per esempio:
Queste associazioni nascono attraverso continuità, ripetizione, coerenza e ritorno degli stessi messaggi in forme diverse.
Il piano annuale serve a capire:

I pilastri editoriali sono le grandi aree di comunicazione che resteranno stabili per tutto l'anno. Non cambiano ogni mese. Restano uguali perché servono a costruire riconoscibilità.
I pilastri editoriali sono le grandi aree tematiche che sostengono la comunicazione nel tempo. Non sono singoli post. Non sono format. Non sono caption. Sono contenitori strategici.
Ogni azienda non deve usare tutti questi pilastri. Deve scegliere quelli più coerenti con le proprie linee guida, il proprio pubblico e i propri obiettivi.
Per esempio, se una PMI sceglie questi pilastri:
Li userà per tutto l'anno.
Devono essere:
coerenti con le linee guida
abbastanza distinti tra loro
utili a costruire riconoscibilità
adatti a durare 12 mesi
capaci di generare contenuti diversi
equilibrati tra competenza, metodo, persone, prove concrete e offerta
Prima si controlla la struttura. Poi si generano i contenuti.
Ti propone pilastri e passi subito ai post.
Ti aiuta prima a verificare se i pilastri sono davvero una buona base.
Per esempio, dal pilastro competenza possono nascere:
Senza metodo
Ogni contenuto nasce da un’idea del momento.
Con metodo
I contenuti cambiano, ma nascono sempre dagli stessi pilastri.
Questo ti permette di ottenere una base molto più utile.
Una lista casuale di post senza struttura.
Contenuti collegati a una struttura, con taglio, obiettivo e piattaforma.

Dopo aver scelto i pilastri editoriali e generato le idee di contenuto, devi costruire una sequenza.
I pilastri restano sempre gli stessi per tutto l'anno.
Per esempio: competenza, metodo, persone, casi concreti, offerta.
Quello che cambia è l'ordine con cui fai uscire i contenuti legati a quei pilastri.
Se pubblichi 3 volte a settimana, ti serviranno circa 12 contenuti al mese.
Non basta avere 12 idee. Devi metterle nell’ordine giusto.
Meglio evitare:
tre contenuti tecnici uno dopo l'altro
troppi contenuti promozionali vicini
una settimana fatta solo di contenuti istituzionali
troppi contenuti umani senza contenuti di competenza
troppi contenuti informativi senza relazione
I pilastri danno stabilità.
L'ordine dei contenuti dà ritmo.
Un buon piano editoriale deve alternare contenuti con funzioni diverse. Per esempio:
Pubblicare sempre contenuti dello stesso tipo.
Pubblicare contenuti completamente scollegati tra loro.
Il passaggio è questo:
Fammi 12 post. Riempie il calendario, spesso senza criterio.
Le chiedi prima pilastri, poi idee, poi una sequenza mensile equilibrata.
Questi contenuti servono, ma non devono essere la maggioranza.
Non è una formula matematica rigida. È un criterio di equilibrio. Se parli sempre di te, il pubblico si allontana. Se aiuti il pubblico a capire meglio un problema, costruisci fiducia.
Il nostro servizio è innovativo, completo e migliore delle soluzioni tradizionali.
Questo servizio nasce per semplificare un passaggio che spesso fa perdere tempo, energie e continuità.

Nel piano devono entrare:
Usa i social come una bacheca.
Inizia a costruire relazione.
Il piano editoriale dovrebbe prevedere anche:
LinkedIn, Instagram e Facebook hanno:
Oggi, in organico, funzionano molto di più i profili personali. Hanno visibilità organica maggiore e creano relazione diretta.
Resta utile come presenza istituzionale, archivio, punto di riferimento e supporto al brand. Ma spesso ha una visibilità organica limitata.
Significa permettere alle persone giuste dell'azienda di mostrare:
La nostra azienda fa questo.
Nel nostro lavoro vedo spesso questo problema. Lo affrontiamo così.

Il contenuto va tradotto, non duplicato. Per esempio:
Questo passaggio è fondamentale. Perché permette di risparmiare tempo senza appiattire la comunicazione.
Stesso testo su tutte le piattaforme. Non valorizza né la piattaforma, né il pubblico, né il contenuto.
Stessa base strategica. Contenuti diversi costruiti per ogni piattaforma.

Parti dalle linee guida che hai scritto. Poi chiedi all'AI:
Partendo dalle linee guida salvate in questo Progetto, chiedi all’AI di individuare 3 o 5 pilastri editoriali stabili per il piano annuale.
Chiedi all’AI di verificare se sono coerenti con le linee guida, distinti tra loro, sostenibili per 12 mesi e capaci di generare contenuti diversi.
Per ogni pilastro, chiedi idee di contenuto diverse: utili, informative, educative, reali, relazionali e solo in parte promozionali.
Chiedi all’AI di organizzare le idee in una sequenza mensile equilibrata, senza mettere vicini contenuti troppo simili.
Chiedi all’AI di trasformare alcune idee in versioni diverse per LinkedIn, Instagram e Facebook.
L'output minimo è:
La base stabile di tutto il lavoro.
Restano stabili per tutto l'anno.
Prima di creare contenuti, verifichi che siano solidi.
Cambiano ogni mese e nascono dai pilastri.
Organizza le idee in una sequenza concreta.
Dà ritmo ed evita contenuti troppo simili vicini.
Danno forma al linguaggio.
Tiene insieme criterio, coerenza e scelta finale.
