Nei primi due workshop abbiamo costruito la base del metodo.
Abbiamo lavorato sulle linee guida: identità , pubblico, tono di voce, temi da presidiare, cose da evitare.
Abbiamo trasformato le linee guida in pilastri editoriali: le aree di contenuto che permettono alla comunicazione social di avere continuità e coerenza.
Ora abbiamo:
Le registrazioni complete dei nostri workshop
Non hai potuto partecipare in diretta? Nessun problema! Puoi rivedere le registrazioni complete dei nostri workshop e approfondire l'uso strategico dell'AI nella comunicazione PMI.
Nel secondo workshop abbiamo visto che i pilastri editoriali non sono singoli post. Sono le aree principali su cui l'azienda sceglie di comunicare con continuità .
Servono a dare ordine al piano editoriale, perché aiutano a capire:

Lavoreremo su un post con fotografia, frase sopra l'immagine e caption professionale.
Lavoreremo su un reel più umano, visivo e immediato, con persone, gesti concreti e situazioni reali.

Per rendere il lavoro concreto, useremo un esempio aziendale: 7180 srl. Partiremo dal pilastro:
Da questo pilastro faremo nascere un'idea di contenuto. Poi useremo l'AI per trasformarla in due contenuti diversi:
Un errore frequente è chiedere subito all'AI un contenuto finito. In questo modo il risultato rischia di essere generico. Oggi invece useremo una sequenza di prompt progressivi, in cui ogni passaggio serve a costruire meglio quello successivo. La sequenza sarà questa:
generare idee dai pilastri editoriali
definire il messaggio centrale dell'idea scelta
adattare la stessa idea a LinkedIn e Instagram
costruire il post LinkedIn, inclusi caption e hashtag
costruire il reel Instagram e la scaletta di riprese
scrivere caption Instagram, hashtag e keyword SEO
controllo finale
La base editoriale è già pronta
3 idee per ogni pilastro
Quella più adatta al momento
Stesso messaggio, forma diversa
Nel caso di 7180, partiamo da uno dei pilastri editoriali:
Una possibile idea generata dall'AI è:
L’AI può proporre un messaggio di partenza come questo:
molte aziende usano già diversi strumenti digitali, ma il problema nasce quando gestionale, CRM, e-commerce e file di appoggio non dialogano tra loro.
In quel caso il lavoro ricade sulle persone. Devono cercare dati, confrontare informazioni, copiare contenuti, chiedere conferme e fare controlli manuali.
Idea scelta: Quando i software non si parlano
quando i sistemi aziendali non dialogano, il lavoro diventa più lento, più fragile e più difficile da controllare. Il problema non è sempre la mancanza di strumenti digitali. Spesso il problema è che gli strumenti lavorano separati.
integrare i sistemi significa ridurre i passaggi manuali, limitare gli errori e rendere il lavoro quotidiano più ordinato.
La tecnologia è utile quando aiuta le persone a lavorare meglio.
Idea di partenza: Quando i software non si parlano
con una foto professionale, una frase sintetica sopra l'immagine e una caption più ragionata.
con persone in scena, gesti concreti, interazione, clip brevi e voce narrante.
Idea di contenuto: Quando i software non si parlano
una persona in ufficio davanti al computer, con più strumenti aperti e una seconda persona accanto che chiede un'informazione. L'immagine deve comunicare lavoro operativo, confronto e complessità quotidiana, senza sembrare caotica o artificiale.
Quando i sistemi non dialogano, il lavoro si complica
Molte aziende hanno già gestionale, CRM, e-commerce e strumenti di supporto. La difficoltà nasce quando questi sistemi non dialogano. I dati vengono cercati, confrontati e controllati più volte. Il risultato è un processo più lento, fragile e meno governabile.
In questi casi, serve far dialogare meglio gli strumenti già presenti, riducendo passaggi manuali, duplicazioni e margini di errore. Integrare i sistemi significa rendere il lavoro più ordinato e controllabile.
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Per questo lavoriamo su tre elementi:
La foto attira l'attenzione.
La frase apre il tema.
La caption costruisce il valore.

Per Instagram non basta dire:
Serve trasformare l'idea in una scaletta concreta di riprese.
L'AI deve aiutarci a capire:
Il reel deve essere semplice da produrre:
Idea di contenuto: Quando i software non si parlano. Durata: massimo 30 secondi
Una persona apre più strumenti per completare una sola attività : gestionale, file di appoggio, schermata dati.
Una seconda persona si avvicina e chiede un'informazione.
Le due persone confrontano dati diversi su monitor, tablet o documento di supporto.
Una persona cerca conferma, l'altra indica il punto corretto sullo schermo.
Le informazioni diventano più chiare: le due persone guardano insieme una schermata più ordinata o un riepilogo.
Le due persone sorridono o fanno un gesto distensivo, come un cenno di intesa.
Dietro ogni sistema che non dialoga, c'è qualcuno che deve compensare. Qualcuno cerca il dato. Qualcuno controlla se è aggiornato. Qualcuno chiede conferma a un collega. Qualcuno perde tempo a ricostruire informazioni che dovrebbero essere già collegate.
La tecnologia non serve solo a rendere i processi più efficienti. Serve anche a togliere peso dal lavoro quotidiano delle persone. Integrare i sistemi significa ridurre passaggi inutili, limitare gli errori e rendere il lavoro più chiaro, più fluido, più umano.
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Alla fine del processo devono restare quattro elementi concreti:
Oggi sui social non vince l'immagine più bella.
Funziona meglio l'immagine più credibile.
Una fotografia reale, anche non perfetta, può comunicare più fiducia di una grafica impeccabile ma fredda.
Un video girato in ufficio, con persone vere, gesti concreti e situazioni riconoscibili, può raccontare molto più di un'immagine generica scelta solo perché "fa bella figura".
Questo non significa pubblicare contenuti brutti o trascurati.
Significa scegliere immagini e video che facciano percepire:
presenza reale
persone vere
ambienti riconoscibili
lavoro quotidiano
coerenza con ciò che l'azienda è davvero
Instagram lavora da tempo per valorizzare i contenuti originali e dare più spazio a chi crea contenuti propri, non semplicemente a chi ripubblica o ricicla contenuti già esistenti. Nel 2024 Instagram ha comunicato aggiornamenti proprio sul tema delle raccomandazioni e dell'originalità dei contenuti.
Per aziende e professionisti questo significa una cosa pratica:
Funzionano meglio contenuti come:
una foto reale del team
un momento di lavoro
una persona che spiega un passaggio
un prima e dopo reale
un dettaglio concreto del servizio
una scena girata nel proprio ambiente
Il contenuto originale non deve essere spettacolare.
Per rendere la comunicazione più reale, bisogna costruire un piccolo archivio di materiali semplici.
Non serve organizzare ogni volta uno shooting complesso.
Serve raccogliere con continuità immagini e video utilizzabili.
Esempi concreti:
persone al lavoro
mani che compiono un gesto
riunioni operative
dettagli dell'ambiente
strumenti usati ogni giorno
prima e dopo di un processo
momenti di confronto
preparazione di un servizio
dietro le quinte ordinato
piccole situazioni ricorrenti
Ogni azienda dovrebbe chiedersi:
quali momenti reali raccontano meglio il nostro lavoro?
quali gesti spiegano quello che facciamo?
quali persone possono rendere più credibile il contenuto?
Un contenuto efficace non nasce da una richiesta generica. Nasce da una sequenza chiara: